Museo Etrusco Guarnacci - Volterra
Pubblicato da D.G in Volterra Arte & Cultura · Giovedì 12 Mar 2026 · minuti
Il Museo Etrusco Guarnacci ha origine nel 1761, quando l’Abate Mario Guarnacci, figura di spicco della nobiltà locale, decise di donare il suo prezioso patrimonio archeologico alla città di Volterra, luogo in cui era nato e cresciuto. Questo tesoro, frutto di anni di ricerche approfondite e acquisizioni mirate, segnò un'importante svolta nella conservazione della memoria etrusca. Dal 1877, la collezione ha trovato casa presso Palazzo Desideri Tangassi, dove oggi è custodita e offerta alla curiosità dei visitatori. I reperti esposti coprono un vasto arco temporale che abbraccia il periodo preistorico, orientalizzante, arcaico, classico e culmina con l'epoca ellenistica (IV secolo-I secolo a.C.), momento di massimo splendore per Volterra e per la civiltà etrusca nella regione.

Urna degli Sposi
Il Museo di Volterra custodisce oltre 600 urne funerarie etrusche, ognuna delle quali rappresenta un prezioso frammento della storia e della cultura di questa antica civiltà. Le urne sono suddivise in base alle scene raffigurate nei bassorilievi che adornano le casse. Alcune presentano motivi ornamentali decorativi, come eleganti rosoni, inquietanti maschere o enigmatiche figure demoniache. Altre evocano mondi fantastici e feroci creature mitologiche, tra cui animali straordinari e simbolici. Non mancano rappresentazioni evocative come il viaggio agli inferi a cavallo e il commovente addio del defunto ai propri familiari, momenti che simboleggiano il passaggio alla vita ultraterrena. Un aspetto particolarmente affascinante della collezione è costituito dalle urne impreziosite da bassorilievi ispirati alla mitologia greca. Tra le opere di maggior rilievo si trovano scene emblematiche come Edipo e la Sfinge, il rapimento di Elena da parte di Paride, le gesta eroiche di Teseo e il Minotauro, le leggendarie Amazzoni in battaglia, e il drammatico incontro tra Ulisse e le sirene. Queste narrazioni mitologiche, incise con maestria, offrono uno spaccato della profonda influenza culturale greca sulle popolazioni etrusche.

Il Museo conserva un altro simbolo rappresentativo non solo dell’istituzione stessa, ma dell’intero universo culturale etrusco: il celebre bronzetto votivo noto come l’Ombra della sera. Questa figura iconica ritrae un giovane uomo caratterizzato da una veste stilizzata e da una forma estremamente allungata, che evoca fortemente l’immagine di un’ombra umana generata dalla luce del tramonto. L’aspetto peculiare di quest’opera, che richiama elementi delle sculture contemporanee, ha contribuito in modo significativo alla sua notorietà. La combinazione tra l'allungamento volutamente innaturale e l’equilibrio estetico delle proporzioni, curate con precisione magistrale, rende questo ex-voto uno dei più raffinati esempi di arte scultorea etrusca risalente al III secolo a.C. Il percorso museale, sviluppato meticolosamente su tre livelli, offre una varietà di esperienze che arricchiscono la comprensione del patrimonio archeologico della zona. Tra gli elementi di spicco, vi è uno scavo archeologico protetto da una copertura in vetro, che permette ai visitatori di camminarci sopra e ammirare da una prospettiva unica uno dei reperti portati alla luce durante gli scavi effettuati negli anni Novanta. Salendo al livello superiore del museo, si raggiunge l’altana del palazzo: una spettacolare terrazza panoramica che regala una vista mozzafiato sulla città e sulle sue bellezze storiche e paesaggistiche.
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