Volterra, arte e culturra in provincia di Pisa
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Volterra: viaggio nella città medievale dell'alabastro, con radici etrusche.
Adagiata su una collina che domina le valli dell'Era e del Cecina, Volterra è un borgo ricco di storia e fascino. Caratterizzata dalla presenza di una doppia cinta muraria, una etrusca e una risalente al XIII secolo, la città conserva intatta l’atmosfera di un antico borgo medievale, ideale per chi vuole immergersi nel passato.
Conosciuta in etrusco come Veláthri, Volterra è stata un centro di grande importanza nell’antica Etruria, divenendo in epoca medievale sede di una potente signoria vescovile. La città gode anche di una lunga tradizione nell’arte della lavorazione dell’alabastro, un’attività che non solo ha modellato la sua identità artigianale ma che le ha conferito nel tempo un rinomato prestigio, rendendola ancora oggi un simbolo dell’eccellenza artigianale italiana.
Volterra offre un ricchissimo patrimonio artistico e culturale, che merita di essere esplorato con tempo e attenzione. Passeggiando lungo le incantevoli stradine che attraversano il centro storico, è possibile immergersi in secoli di storia, ammirando testimonianze straordinarie di epoche differenti. Tra le tappe imperdibili vi sono i musei della città, ognuno dei quali rappresenta un prezioso scrigno di opere d’arte e cultura.
Un percorso che attraversa il Medioevo e il Rinascimento, esplorando pittura, scultura e arti minori per svelare l'identità artistica e culturale di Volterra.
La Pinacoteca e Museo Civico di Volterra trova spazio nel centro del borgo, nel palazzo rinascimentale Minucci-Solaini, e raccoglie opere che raccontano la storia artistica della città tra Medioevo e Rinascimento, mostrando l’influenza di Firenze, Siena e Pisa. Il museo permette di seguire lo sviluppo della pittura locale e il dialogo con le grandi correnti artistiche italiane, attraverso dipinti, sculture lignee, ceramiche, medaglie e monete.
La collezione iniziò a prendere forma agli inizi del Novecento grazie al soprintendente Corrado Ricci, che selezionò opere provenienti da edifici religiosi soppressi o in rovina, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio artistico della città. La raccolta fu inaugurata nel 1905 al Palazzo dei Priori, dove rimase fino al secondo dopoguerra. Tra i visitatori celebri figura Gabriele D'Annunzio, che rimase così affascinato da alcune opere al punto da citarle nel romanzo “Forse che sì forse che no”.
Dopo la chiusura durante la Seconda guerra mondiale, la collezione trovò finalmente una sistemazione stabile nel Palazzo Minucci-Solaini, inaugurata nel 1982, diventando un museo moderno con allestimento curato e accessibile al pubblico.
Una delle sale interne della Pinacoteca di Volterra con opere di grande valore.
Pinacoteca di Volterra
Tra i capolavori spicca la Deposizione di Rosso Fiorentino, esempio fulgido del manierismo toscano, animato da figure cariche di drammaticità. Di grande interesse sono anche l’Annunciazione e la Vergine in trono con santi di Luca Signorelli, testimonianza della raffinata capacità narrativa e prospettica dell’artista cortonese. Le sale ospitano inoltre opere di Taddeo di Bartolo, come la Madonna della Rosa, e il Cristo in gloria con quattro santi e un donatore di Domenico Ghirlandaio, legato alle committenze medicee. La presenza del pittore fiammingo Pieter de Witte, detto il Candido, con l’Adorazione dei pastori e il Compianto su Cristo morto, conferma l’apertura internazionale della città.
Completano il percorso opere di Benvenuto di Giovanni, Donato Mascagni e Pomarancio, offrendo un panorama ampio e variegato della produzione artistica dal Quattrocento al Seicento. La visita permette di apprezzare non solo la qualità dei singoli capolavori, ma anche il racconto complessivo di una comunità che nei secoli ha voluto, custodito e valorizzato il proprio patrimonio culturale, rendendo la pinacoteca non solo un museo, ma un vero e proprio custode dell’identità storica di Volterra.
La Pinacoteca e Museo Civico di Volterra trova spazio nel centro del borgo, nel palazzo rinascimentale Minucci-Solaini, e raccoglie opere che raccontano la storia artistica della città tra Medioevo e Rinascimento, mostrando l’influenza di Firenze, Siena e Pisa. Il museo permette di seguire lo sviluppo della pittura locale e il dialogo con le grandi correnti artistiche italiane, attraverso dipinti, sculture lignee, ceramiche, medaglie e monete.
La collezione iniziò a prendere forma agli inizi del Novecento grazie al soprintendente Corrado Ricci, che selezionò opere provenienti da edifici religiosi soppressi o in rovina, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio artistico della città. La raccolta fu inaugurata nel 1905 al Palazzo dei Priori, dove rimase fino al secondo dopoguerra. Tra i visitatori celebri figura Gabriele D'Annunzio, che rimase così affascinato da alcune opere al punto da citarle nel romanzo “Forse che sì forse che no”.
Dopo la chiusura durante la Seconda guerra mondiale, la collezione trovò finalmente una sistemazione stabile nel Palazzo Minucci-Solaini, inaugurata nel 1982, diventando un museo moderno con allestimento curato e accessibile al pubblico.
Una delle sale interne della Pinacoteca di Volterra con opere di grande valore.
Pinacoteca di Volterra
Tra i capolavori spicca la Deposizione di Rosso Fiorentino, esempio fulgido del manierismo toscano, animato da figure cariche di drammaticità. Di grande interesse sono anche l’Annunciazione e la Vergine in trono con santi di Luca Signorelli, testimonianza della raffinata capacità narrativa e prospettica dell’artista cortonese. Le sale ospitano inoltre opere di Taddeo di Bartolo, come la Madonna della Rosa, e il Cristo in gloria con quattro santi e un donatore di Domenico Ghirlandaio, legato alle committenze medicee. La presenza del pittore fiammingo Pieter de Witte, detto il Candido, con l’Adorazione dei pastori e il Compianto su Cristo morto, conferma l’apertura internazionale della città.
Completano il percorso opere di Benvenuto di Giovanni, Donato Mascagni e Pomarancio, offrendo un panorama ampio e variegato della produzione artistica dal Quattrocento al Seicento. La visita permette di apprezzare non solo la qualità dei singoli capolavori, ma anche il racconto complessivo di una comunità che nei secoli ha voluto, custodito e valorizzato il proprio patrimonio culturale, rendendo la pinacoteca non solo un museo, ma un vero e proprio custode dell’identità storica di Volterra.

L’Ecomuseo dell’Alabastro rappresenta un suggestivo percorso attraverso la storia e l’arte legate a uno dei materiali simbolo della Toscana: l'alabastro, una roccia apprezzata e utilizzata fin dall'epoca etrusca. Questo museo diffuso collega i luoghi chiave dell’estrazione, lavorazione e commercio dell’alabastro ed è distribuito su tre comuni, ognuno dei quali ospita una sezione espositiva specifica.
A Volterra, il punto focale dell'Ecomuseo si trova nelle storiche Torri Minucci, risalenti al Duecento, situate a pochi passi dalla caratteristica Piazza dei Priori. Qui viene tracciata la storia dell’alabastro nella città, con un percorso espositivo che spazia dagli Etruschi ai giorni nostri. L'allestimento è organizzato in tre sezioni principali: una dedicata alle tecniche di lavorazione, una alla storia di questa tradizione artigianale e l’ultima riservata a opere realizzate da artigiani contemporanei.
Tra i reperti più preziosi esposti spiccano due cinerari in alabastro di epoca etrusca, testimonianze importanti di un’antica abilità artigianale. Vi sono inoltre esposti due capitelli medievali, unici esempi della lavorazione dell’alabastro in quel periodo, una collezione di sculture del Settecento e Ottocento, medaglioni incisi dal maestro Albino Funaioli e alcune opere del celebre artista volterrano Raffaello Consortini. Questa selezione offre uno sguardo unico sul connubio tra tradizione e innovazione artistica legata a questa straordinaria pietra.
A Volterra, il punto focale dell'Ecomuseo si trova nelle storiche Torri Minucci, risalenti al Duecento, situate a pochi passi dalla caratteristica Piazza dei Priori. Qui viene tracciata la storia dell’alabastro nella città, con un percorso espositivo che spazia dagli Etruschi ai giorni nostri. L'allestimento è organizzato in tre sezioni principali: una dedicata alle tecniche di lavorazione, una alla storia di questa tradizione artigianale e l’ultima riservata a opere realizzate da artigiani contemporanei.
Tra i reperti più preziosi esposti spiccano due cinerari in alabastro di epoca etrusca, testimonianze importanti di un’antica abilità artigianale. Vi sono inoltre esposti due capitelli medievali, unici esempi della lavorazione dell’alabastro in quel periodo, una collezione di sculture del Settecento e Ottocento, medaglioni incisi dal maestro Albino Funaioli e alcune opere del celebre artista volterrano Raffaello Consortini. Questa selezione offre uno sguardo unico sul connubio tra tradizione e innovazione artistica legata a questa straordinaria pietra.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, meglio conosciuta come il Duomo di Volterra, sorge nel cuore del centro storico e vanta una storia che si intreccia con quella della città. Edificata originariamente su una preesistente chiesa dedicata a Santa Maria, venne ricostruita intorno al 1120 in seguito a un devastante terremoto e successivamente ampliata nella seconda metà del Duecento.
La struttura è un esempio eccezionale di arte classica e medievale. Il transetto è decorato con motivi classicheggianti, tra cui i caratteristici rombi digradanti che un tempo ospitavano bacini ceramici. Lo stesso motivo è presente anche nella facciata a salienti, suddivisa in tre sezioni da lesene quadrangolari di ispirazione lombarda. Notevole il portale realizzato con materiali di reimpiego provenienti dal teatro romano di Vallebuona, testimonianza di un passato ancora più antico.
Il Duomo si affaccia su Piazza San Giovanni e, sebbene sia già di per sé magnifico all'esterno, racchiude al suo interno un ricco patrimonio artistico. Pur mantenendo la sua struttura basilicale a croce latina, l’interno si presenta con uno stile tardo-rinascimentale. Ventidue imponenti colonne rivestite da stucco a imitazione di granito rosa suddividono lo spazio, mentre i capitelli bianchi, opere cinquecentesche di Leonardo Ricciarelli, aggiungono un tocco elegante. La navata e il transetto vantano uno spettacolare soffitto a cassettoni, decorato con intricati motivi geometrici, floreali e figure sacre. Al centro spiccano due grandi ovali raffiguranti l’Assunzione e lo Spirito Santo. Questo capolavoro fu progettato da Francesco Capriani, scolpito da Jacopo Paolini e dorato da Fulvio Tucci tra il 1580 e il 1584.
Di grande pregio è l’altare maggiore, dove troneggia il raffinato ciborio di Mino da Fiesole, realizzato nel 1471. Nella volta si trova un affresco raffigurante l’Eterno Padre, parte di un ciclo pittorico sulla vita della Vergine eseguito da Niccolò Circignani. Accanto all’altare, la prima cappella conserva le reliquie di Sant’Ottaviano, custodite in un sarcofago scolpito da Raffaello di Andrea Cioli da Settignano. Nella cappella vicina si ammirano invece il gruppo ligneo della Deposizione, datato 1228, considerato uno dei capolavori assoluti della scultura romanica.
Una menzione speciale va alla cappella laterale dominata dalla tela di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli, che raffigura San Carlo in preghiera davanti alla Vergine. Sempre nel complesso della cattedrale si trova la cappella dell’Addolorata, dove sono custoditi due straordinari gruppi statuari in terracotta dipinta attribuiti ad Andrea della Robbia: il Presepe e l’Adorazione dei Magi. Accanto a quest’ultima opera fa da sfondo il suggestivo affresco della Cavalcata dei Magi realizzato da Benozzo Gozzoli.
La struttura è un esempio eccezionale di arte classica e medievale. Il transetto è decorato con motivi classicheggianti, tra cui i caratteristici rombi digradanti che un tempo ospitavano bacini ceramici. Lo stesso motivo è presente anche nella facciata a salienti, suddivisa in tre sezioni da lesene quadrangolari di ispirazione lombarda. Notevole il portale realizzato con materiali di reimpiego provenienti dal teatro romano di Vallebuona, testimonianza di un passato ancora più antico.
Il Duomo si affaccia su Piazza San Giovanni e, sebbene sia già di per sé magnifico all'esterno, racchiude al suo interno un ricco patrimonio artistico. Pur mantenendo la sua struttura basilicale a croce latina, l’interno si presenta con uno stile tardo-rinascimentale. Ventidue imponenti colonne rivestite da stucco a imitazione di granito rosa suddividono lo spazio, mentre i capitelli bianchi, opere cinquecentesche di Leonardo Ricciarelli, aggiungono un tocco elegante. La navata e il transetto vantano uno spettacolare soffitto a cassettoni, decorato con intricati motivi geometrici, floreali e figure sacre. Al centro spiccano due grandi ovali raffiguranti l’Assunzione e lo Spirito Santo. Questo capolavoro fu progettato da Francesco Capriani, scolpito da Jacopo Paolini e dorato da Fulvio Tucci tra il 1580 e il 1584.
Di grande pregio è l’altare maggiore, dove troneggia il raffinato ciborio di Mino da Fiesole, realizzato nel 1471. Nella volta si trova un affresco raffigurante l’Eterno Padre, parte di un ciclo pittorico sulla vita della Vergine eseguito da Niccolò Circignani. Accanto all’altare, la prima cappella conserva le reliquie di Sant’Ottaviano, custodite in un sarcofago scolpito da Raffaello di Andrea Cioli da Settignano. Nella cappella vicina si ammirano invece il gruppo ligneo della Deposizione, datato 1228, considerato uno dei capolavori assoluti della scultura romanica.
Una menzione speciale va alla cappella laterale dominata dalla tela di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli, che raffigura San Carlo in preghiera davanti alla Vergine. Sempre nel complesso della cattedrale si trova la cappella dell’Addolorata, dove sono custoditi due straordinari gruppi statuari in terracotta dipinta attribuiti ad Andrea della Robbia: il Presepe e l’Adorazione dei Magi. Accanto a quest’ultima opera fa da sfondo il suggestivo affresco della Cavalcata dei Magi realizzato da Benozzo Gozzoli.

Il Palazzo dei Priori di Volterra: simbolo dell'antica autonomia comunale toscana
Situato nella piazza che porta il suo nome, il Palazzo dei Priori di Volterra rappresenta il più antico palazzo comunale della Toscana ed è un esempio emblematico della storia e della politica cittadina. La sua costruzione, avviata nel 1208, rifletteva l’ambizione di affermare la supremazia e l’autonomia del Comune in un periodo caratterizzato da intensi conflitti di potere. Non è un caso che l’edificio sorga nelle immediate vicinanze della Cattedrale, fulcro del potere vescovile, poiché tale ubicazione rispondeva a un preciso intento simbolico.
Per un certo periodo, il palazzo accolse al suo interno i Priori, che rappresentavano l’autorità governativa locale. Tuttavia, nel 1472, con la conquista di Volterra da parte della famiglia Medici, il suo ruolo originale venne meno. Le trasformazioni politiche che seguirono influirono inevitabilmente anche sull’edificio stesso, apportando modifiche architettoniche e decorative ancora oggi visibili. Sul lato esterno del palazzo si possono ammirare i leoni araldici, simbolo del dominio fiorentino, e una facciata adornata da vivaci stemmi multicolori, testimonianza dei commissari medicei che si susseguirono al governo della città. Molti di questi emblemi, realizzati in terracotta, provengono dalla celebre bottega dei Della Robbia. Un dettaglio particolarmente significativo è rappresentato dalla cosiddetta *canna volterrana*, un’unità di misura locale incisa sulla pietra, che costituisce una rara traccia del sistema metrologico comunale.
All’interno del palazzo, spiccano subito le pareti riccamente decorate da medaglioni e stemmi nobiliari. Di straordinario rilievo è la Sala del Consiglio Comunale situata al primo piano, che ancora oggi ospita le sedute dell’amministrazione locale. Questa sala si distingue per la sua opulenta decorazione e per l’affresco di Iacopo di Cione Orcagna, datato 1383. Tale opera artistica rappresenta molto probabilmente la prima creazione della scuola fiorentina destinata a un edificio pubblico della città. La sinopia dell’affresco è attualmente esposta nella Sala della Giunta.
Per coloro che non temono le vertigini, la visita può concludersi salendo i gradini della torre campanaria. Da qui si gode di una vista spettacolare e panoramica su Volterra e sulle vallate circostanti, coronando così una visita densa di arte e storia.
Situato nella piazza che porta il suo nome, il Palazzo dei Priori di Volterra rappresenta il più antico palazzo comunale della Toscana ed è un esempio emblematico della storia e della politica cittadina. La sua costruzione, avviata nel 1208, rifletteva l’ambizione di affermare la supremazia e l’autonomia del Comune in un periodo caratterizzato da intensi conflitti di potere. Non è un caso che l’edificio sorga nelle immediate vicinanze della Cattedrale, fulcro del potere vescovile, poiché tale ubicazione rispondeva a un preciso intento simbolico.
Per un certo periodo, il palazzo accolse al suo interno i Priori, che rappresentavano l’autorità governativa locale. Tuttavia, nel 1472, con la conquista di Volterra da parte della famiglia Medici, il suo ruolo originale venne meno. Le trasformazioni politiche che seguirono influirono inevitabilmente anche sull’edificio stesso, apportando modifiche architettoniche e decorative ancora oggi visibili. Sul lato esterno del palazzo si possono ammirare i leoni araldici, simbolo del dominio fiorentino, e una facciata adornata da vivaci stemmi multicolori, testimonianza dei commissari medicei che si susseguirono al governo della città. Molti di questi emblemi, realizzati in terracotta, provengono dalla celebre bottega dei Della Robbia. Un dettaglio particolarmente significativo è rappresentato dalla cosiddetta *canna volterrana*, un’unità di misura locale incisa sulla pietra, che costituisce una rara traccia del sistema metrologico comunale.
All’interno del palazzo, spiccano subito le pareti riccamente decorate da medaglioni e stemmi nobiliari. Di straordinario rilievo è la Sala del Consiglio Comunale situata al primo piano, che ancora oggi ospita le sedute dell’amministrazione locale. Questa sala si distingue per la sua opulenta decorazione e per l’affresco di Iacopo di Cione Orcagna, datato 1383. Tale opera artistica rappresenta molto probabilmente la prima creazione della scuola fiorentina destinata a un edificio pubblico della città. La sinopia dell’affresco è attualmente esposta nella Sala della Giunta.
Per coloro che non temono le vertigini, la visita può concludersi salendo i gradini della torre campanaria. Da qui si gode di una vista spettacolare e panoramica su Volterra e sulle vallate circostanti, coronando così una visita densa di arte e storia.

Un viaggio tra le meraviglie della storia antica di Velathri
Il Teatro Romano di Volterra sorge nell’area archeologica di Vallebuona, nei pressi delle mura medievali. La sua costruzione fu finanziata dalla famiglia dei Caecina, come testimoniato dall’epigrafe conservata presso il Museo Etrusco Guarnacci.
Gli scavi effettuati a partire dal 1950 su iniziativa di Enrico Fiumi hanno permesso di datare la costruzione del teatro intorno alla fine del I secolo a.C., e hanno riportato alla luce una parte delle scalinate originali realizzate sfruttando il pendio naturale, in uno stile simile a quello dei teatri greci. Ad oggi è possibile osservare 19 file di sedili dei settori centrali ed inferiori; per le sue dimensioni, l’intero teatro doveva contenere circa 3500 spettatori.
L’orchestra, di forma semicircolare, era in origine rivestita di marmi; della scena si è invece conservato il Pulpitum e parte della frons scenae, di cui si vede la struttura a due piani colonnati. Alcune tracce testimoniano la presenza originaria di un velarium, un telo sorretto da corde volto a ricoprire il teatro.
Il Teatro Romano di Volterra fu abbandonato sul finire del III secolo d.C., e nell’area della scena fu inserito un impianto termale.
Il perimetro del teatro è compreso all’interno di una più vasta area archeologica che presenta un’articolata sovrapposizione di strutture di età etrusca, romana e medievale. Nel punto più alto si trova l’Acropoli Etrusca di Piano di Castello, dove sono stati rinvenuti i resti di un complesso di templi, probabilmente frequentato in maniera continuativa dal VII secolo a.C. al III secolo d.C.; oggi sono visibili solamente due strutture risalenti all’età ellenistica, di cui una a pianta rettangolare e l’altra che comprendeva il podio e il colonnato.
Accanto all’acropoli, l’area archeologica conserva un sistema di cisterne realizzate intorno al I secolo d.C., utilizzate per il deposito dell’acqua. La maggiore di queste è la Cisterna Romana, chiamata “piscina”, che fungeva da deposito per l’acqua piovana e per il rifornimento idrico dei quartieri cittadini.
Oggi l’area archeologica ospita eventi e manifestazioni, come il Festival Internazionale Teatro Romano di Volterra.
Il Teatro Romano di Volterra sorge nell’area archeologica di Vallebuona, nei pressi delle mura medievali. La sua costruzione fu finanziata dalla famiglia dei Caecina, come testimoniato dall’epigrafe conservata presso il Museo Etrusco Guarnacci.
Gli scavi effettuati a partire dal 1950 su iniziativa di Enrico Fiumi hanno permesso di datare la costruzione del teatro intorno alla fine del I secolo a.C., e hanno riportato alla luce una parte delle scalinate originali realizzate sfruttando il pendio naturale, in uno stile simile a quello dei teatri greci. Ad oggi è possibile osservare 19 file di sedili dei settori centrali ed inferiori; per le sue dimensioni, l’intero teatro doveva contenere circa 3500 spettatori.
L’orchestra, di forma semicircolare, era in origine rivestita di marmi; della scena si è invece conservato il Pulpitum e parte della frons scenae, di cui si vede la struttura a due piani colonnati. Alcune tracce testimoniano la presenza originaria di un velarium, un telo sorretto da corde volto a ricoprire il teatro.
Il Teatro Romano di Volterra fu abbandonato sul finire del III secolo d.C., e nell’area della scena fu inserito un impianto termale.
Il perimetro del teatro è compreso all’interno di una più vasta area archeologica che presenta un’articolata sovrapposizione di strutture di età etrusca, romana e medievale. Nel punto più alto si trova l’Acropoli Etrusca di Piano di Castello, dove sono stati rinvenuti i resti di un complesso di templi, probabilmente frequentato in maniera continuativa dal VII secolo a.C. al III secolo d.C.; oggi sono visibili solamente due strutture risalenti all’età ellenistica, di cui una a pianta rettangolare e l’altra che comprendeva il podio e il colonnato.
Accanto all’acropoli, l’area archeologica conserva un sistema di cisterne realizzate intorno al I secolo d.C., utilizzate per il deposito dell’acqua. La maggiore di queste è la Cisterna Romana, chiamata “piscina”, che fungeva da deposito per l’acqua piovana e per il rifornimento idrico dei quartieri cittadini.
Oggi l’area archeologica ospita eventi e manifestazioni, come il Festival Internazionale Teatro Romano di Volterra.

Le cantine di Volterra DOCG offrono visite su prenotazione con tasting guidati. Consigli:
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Volterra è un comune italiano situato nella provincia di Livorno, in Toscana, con una popolazione di 2.913 abitanti. Questo incantevole borgo fa parte dei comuni della Val di Cornia ed è noto per la sua tradizione vinicola grazie alla produzione del DOC Val di Cornia Suvereto, rappresentando un punto di riferimento per le aziende vinicole della zona. Inoltre, è membro dell'associazione Città del Vino. Il comune ha ricevuto il riconoscimento "Bandiera arancione" assegnato dal Touring Club Italiano ed è incluso nel circuito de "I borghi più belli d'Italia". All'interno del territorio, la frazione di Prata si distingue per essere la zona d'origine e produzione del Lazzero di Prata, una rinomata varietà di ulivo che prende il nome proprio da questa località. Il nome "Suvereto" risale al 973 e deriva dal termine latino *suber*, che significa "sughero", indicando il significato di "bosco di sugheri".
Perchè Suvereto è conosciuta:
Prodotti tipici e artigianato
Grazie alla fiorente campagna che la circonda, nel territorio di Volterra, le aziende agricole producono un meraviglioso olio e un vino così caratteristico da aver ottenuto la denominazione DOCG. Da queste colline passa infatti anche la Strada del Vino, un percorso che permette di conoscere, tappa per tappa, i luoghi in cui questa bevanda acquisisce tutte le sue formidabili note.
Così legata alla terra e alla tradizione, Volterra è stato il paese di mestieri che oggi sono perle rare: qui lavoravano fabbri, sugherai, falegnami, carbonai e impagliatori. Alcuni abili artigiani, fortunatamente, sopravvivono fieri e costellano il borgo di tipiche botteghe.
Così legata alla terra e alla tradizione, Volterra è stato il paese di mestieri che oggi sono perle rare: qui lavoravano fabbri, sugherai, falegnami, carbonai e impagliatori. Alcuni abili artigiani, fortunatamente, sopravvivono fieri e costellano il borgo di tipiche botteghe.
- Come arrivare a Volterra:
- DA NORD
Autostrada A15 Parma/La Spezia, Direzione La Spezia – Uscita La Spezia
Autostrada A12 Genova /Livorno, Direzione Livorno – Uscita Pisa Centro
S. G.C. FI/PI/LI, Direzione Firenze – Uscita Pontedera
SS. 439 per Volterra
in alternativa: Autostrada A15 Parma/La Spezia, Direzione La Spezia – Uscita La Spezia
Autostrada A12 Genova/Livorno, Direzione Livorno – Uscita Rosignano Marittimo
SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Bologna/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Firenze Impruneta
S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
SS. 68 per Volterra - Autostrada A15 Parma/La Spezia, Direzione La Spezia – Uscita La Spezia
Autostrada A12 Genova /Livorno, Direzione Livorno – Uscita Pisa Centro
S. G.C. FI/PI/LI, Direzione Firenze – Uscita Pontedera
SS. 439 per Volterra
in alternativa: Autostrada A15 Parma/La Spezia, Direzione La Spezia – Uscita La Spezia
Autostrada A12 Genova/Livorno, Direzione Livorno – Uscita Rosignano Marittimo
SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Bologna/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Firenze Impruneta
S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
SS. 68 per Volterra - Autostrada A12 Genova /Livorno, Direzione Livorno – Uscita Pisa Centro
S. G.C. FI/PI/LI, Direzione Firenze – Uscita Pontedera
SS. 439 per Volterra
in alternativa: Autostrada A15 Parma/La Spezia, Direzione La Spezia – Uscita La Spezia
Autostrada A12 Genova/Livorno, Direzione Livorno – Uscita Rosignano Marittimo
SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Bologna/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Firenze Impruneta
S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
SS. 68 per Volterra - S. G.C. FI/PI/LI, Direzione Firenze – Uscita Pontedera
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Autostrada A12 Genova/Livorno, Direzione Livorno – Uscita Rosignano Marittimo
SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
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S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
SS. 68 per Volterra - SS. 439 per Volterra
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Autostrada A12 Genova/Livorno, Direzione Livorno – Uscita Rosignano Marittimo
SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Bologna/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Firenze Impruneta
S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
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Autostrada A12 Genova/Livorno, Direzione Livorno – Uscita Rosignano Marittimo
SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Bologna/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Firenze Impruneta
S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
SS. 68 per Volterra - Autostrada A12 Genova/Livorno, Direzione Livorno – Uscita Rosignano Marittimo
SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Bologna/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Firenze Impruneta
S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
SS. 68 per Volterra - SS. Aurelia, Direzione Grosseto – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Bologna/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Firenze Impruneta
S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
SS. 68 per Volterra - SS. 68 per Volterra
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S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
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S. G.C. Firenze/Siena, Direzione Siena – Uscita Colle Val d’Elsa Nord
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SS. 68 per Volterra - SS. 68 per Volterra
- DA SUD
Autostrada A12 Roma/Civitavecchia, Dir. Civitavecchia – Uscita Civitavecchia
SS. Aurelia, Direzione Livorno – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Roma/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Val di Chiana
SS. 326, Direzione Siena
Superstrada Siena/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Colle Val d’Elsa Sud
SS. 68 per Volterra - Autostrada A12 Roma/Civitavecchia, Dir. Civitavecchia – Uscita Civitavecchia
SS. Aurelia, Direzione Livorno – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Roma/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Val di Chiana
SS. 326, Direzione Siena
Superstrada Siena/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Colle Val d’Elsa Sud
SS. 68 per Volterra - SS. Aurelia, Direzione Livorno – Uscita Cecina
SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Roma/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Val di Chiana
SS. 326, Direzione Siena
Superstrada Siena/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Colle Val d’Elsa Sud
SS. 68 per Volterra - SS. 68 per Volterra
in alternativa: Autostrada A1 Roma/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Val di Chiana
SS. 326, Direzione Siena
Superstrada Siena/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Colle Val d’Elsa Sud
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SS. 326, Direzione Siena
Superstrada Siena/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Colle Val d’Elsa Sud
SS. 68 per Volterra - SS. 326, Direzione Siena
Superstrada Siena/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Colle Val d’Elsa Sud
SS. 68 per Volterra - Superstrada Siena/Firenze, Direzione Firenze – Uscita Colle Val d’Elsa Sud
SS. 68 per Volterra - SS. 68 per Volterra
- Parcheggi: aree dedicate fuori dai centri storici; da lì si prosegue a piedi.
- Miglior periodo: primavera e vendemmia; estate vivace, autunno profumato.
- Prenotazioni: cantine e ristoranti richiedono spesso booking online o telefonico.
- Mobilità dolce: bike road e e-bike a noleggio lungo la Strada del Vino.



